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“Isn’t She Lovely”

Le colonne sonore d’attesa dei call center, intendo quando chiami tu. Vengono composte a partire da complessi studi psicologici atti a indagare quel sottile filo che separa il rilassamento totale dei sensi dall’opposto esaurimento nervoso dato dalla sensazione di annegare in quel fiume di merda che è lo scorrere del tempo.

Puoi farti trasportare dolcemente verso la cascata gigante, quella con le rocce aguzze in fondo, oppure annaspare urlando.

Tanto alla cascata gigante con le rocce aguzze in fondo ci arrivi comunque. Il tutto diventa una mera questione di stile.

E poi ci sono i surfisti californiani. Quelli belli. E anche le surfiste californiane chiaramente, quelle bellissime. Non vorrei discriminare nessuno.

Che poi non è un caso che l’aggettivo bello combaci con il termine latino di guerra. Ci sono sempre piaciute quelle cose lì.

Sotto sotto, piacciono a tutti. Ammettiamolo.

Un selfie nel quale sorrido,

Dr. Eleken

La copertina dell’album “Songs in the Key of Life” di Stevie Wonder.

3 risposte su ““Isn’t She Lovely””

Bell-igerante. In effetti la guerra è simbolo di travaglio, e solo travagliando ci si conosce e ci si rafforza.
Io ho un chiodo fisso che ho però paura a citare riguardo lo sterminio indiano d’America, ma anche di eventuali altre popolazioni, però quello degli indiani è particolare, perchè erano in simbiosi cin la natura e tutto sommato pacifici, e credo questo sia ciò che li ha fregati.
Provo a spiegarmi, sapendo che nulla succede per caso, se gli europei, popolo belligerante, ha attraversato un oceano per commettere un crimine ignomignoso, vuol dire che ci deve essere una ragione profonda, che si radica nell’invisibile.
Cioè potrebbe essere che l’estrama pace non porti frutti, cioè avanzamento spirituale, ma staticità e quindi vada considerato un male?
Ripeto è un dubbio che mi assilla.

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Molto molto interessante. Sono dell’idea che la relazione con il Conflitto possa essere alla base dell’evoluzione, in quanto generatore di quella terra che ti cade sotto i piedi, quella che ti fa muovere per non cadere di sotto. Chiaramente ognuno declina il concetto di Conflitto come meglio crede. Quello esteriore è sicuramente il più facile da individuare e percorrerere, ma a mio avviso il meno “produttivo”

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